Scusate se insisto, mi chiamo Evaristo

Pubblicato il 6 maggio 2026 alle ore 11:50

Buongiorno a tutti, primo articolo di questo blog e parliamo di un altro campione che non c'è più.

Evaristo Beccalossi ci ha lasciato silenziosamente, durante la notte. Da un anno le sue condizioni di salute erano critiche dopo un malore accusato a gennaio 2025 e un lungo periodo di coma. Ha giocato con la squadra della sua città, Brescia, fu croce e delizia dei tifosi nerazzurri con la maglia numero 10, incantando spesso San Siro; arrivò quindi al Luigi Ferraris, sponda blucerchiata e dimostrò anche qui a Genova come la velocità cerebrale può essere efficacie come quella fisica, che non era proprio il suo forte.

Nella sua carriera indossò anche le maglie di Monza e Barletta, nella serie cadetta che poco aveva a che fare con la sua smisurata classe.

Il 15 settembre 1982 durante il match internazionale dell'Inter contro lo Slovan Bratislava sbagliò 2 rigori nella stesso match. cosa che, anni dopo,  egli stesso raccontò, in un'intervista, lo fece amare in modo viscerale dai tifosi interisti. Vinse molto meno di quanto meritasse, uno scudetto e due coppe Italia, ma fu genio e sregolatezza su tutti i campi che calcò.

Se ne va, quindi uno di quei numeri 10 che tanto hanno infiammato il cuore degli amanti del calcio, quei numeri 10 di cui adesso di sono perse le tracce, quei numeri 10 che piacevano a tutti, anche ai tifosi avversari, perchè la bellezza viene sempre riconosciuta, anche da chi ti è avversario e lì per lì ti fischia per farti sbagliare un calcio di rigore.

Ciao Evaristo, buon viaggio.