Voyage of the Acolyte - Steve Hackett
Mentre tra Peter Gabriel e i Genesis volavano gli stracci, lo schivo chitarrista, Stevie Hackett, registra il suo primo album da solista che riscuote un buon successo, tenendo conto che la sua prima opera è prevalentemente strumentale. All'album partecipano gli inseparabili amici Phil Collins e Mike Rutherford.
L'opera, un delicato affresco acustico, prende vagamente ispirazione dai tarocchi, con tracce dedicate a figure come l'Eremita, l'Amante e lo Ierofante. spaziando tra il profumo moderno della fusion e l'epopea del rock progressivo, la partecipazione di Collins porta inevitabilmente a sonorità Pop- Rock in alcuni brani. Uscito nel 1975 è considerato dalla critica come uno dei migliori album di Hackett, definendolo il disco che i Genesis non riuscirono mai a editare; insomma, un "esordio con il botto" per un chitarrista di pura classe, capace di mostrare la sua autonomia creativa prima dell'abbandono definitivo dei Genesis nel 1977