Leftoverture - Kansas

Pubblicato il 11 maggio 2026 alle ore 12:30

La scaletta di questo quarto album della Prog-band americana è memorabile: da Carry on Wayward Son, sintesi perfetta del loro stile al pezzo più hard-prog The Wall; senza dimenticare il pezzo dedicato ai nativi americani, argomento molto sentito dai Kansas: Cheyenne Anthem, per arrivare ad una suite vera e propria: Magnus Opus.

Perfetti rappresentanti del rock progressivo americano, i Kansas, si distinguono dalla scuola europea, soprattutto British, per la cura, quasi maniacale della melodia e delle voci. Da oltre mezzo secolo rappresentano una garanzia per chi ama suoni magniloquenti, in cui rock, opera, e folk trovano punto di contatto.

Sembrerà oggi incredibile ai più, ma quando Leftoverture uscì non raccolse poi i grandi favori che tutti ci aspetteremmo. La grande stagione del prog andava lentamente declinando,  di lì a poco avrebbe trovato la propria nemesi nella nascita del punk. La critica insomma aveva deciso che i Kansas non erano roba buona. Ottimi musicisti, questo sì, compositori di elevato livello, come negarlo. Ma troppo furbi, troppo “americani”, troppo compromessi col pop, con quella venatura southern e folk che rimandava fin troppo da un lato al rock da classifica degli Eagles e dall’altro al prog inglese di Genesis e Jethro Tull, che faceva inorridire quanti vedevano in questo melting pot nient’altro che un’abile mossa per fare tutti contenti. Fu così che Leftoverture venne sì riconosciuto come il migliore tra i dischi pubblicati dalla band fino a quel momento, ma dovette comunque scontare il marchio infamante di essere prodotto da una band “ruffiana” e poco credibile, ricevendo applausi quasi estorti alla critica.
Certo per i Kansas essere nati negli Stati Uniti invece che nel Vecchio Continente ha significato dover scontare una malcelata supponenza da parte di chi riteneva che il prog rock fosse roba per colti europei e non certo per barbari americani a caccia di “facili” successi nelle radio rock mainstream. Eppure, quando Carry On Wayward Son arrivò a lanciare l’uscita del disco, tutti dovettero inchinarsi di fronte ad un crescendo di consensi fluviale, che trasformò i Kansas in una band da arena rock e li portò al numero 5 di Billboard con quattro milioni di dischi venduti e disco d’oro anche per il singolo nel giro di neanche un anno.


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